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Glocal design

Preparati per un design glocale e multiculturale, per prodotti legati alle diverse culture come concetto ma concepiti per essere fabbricati e distribuiti globalmente grazie alle piattaforme ed alla manifattura digitale. Con Slow/d e la designer Yi Xiao.

Globalizzazione e mantenimento delle specificità locali sono due fenomeni che verrebbe spontaneo considerare incompatibili. Ma se ad essere globali sono le connessioni, i sistemi di comunicazione, le tecnologie e locali sono le persone, i costumi, gli aggregati sociali, diventano invece sinergici.

È il concetto di glocalità, che descrive un ecosistema globale di specificità locali interconnesse le une con le altre grazie ad un sistema comune. In questo contesto, i singoli nodi non si dissolvono per uniformarsi ad uno standard dominante e possono invece proiettare la propria specificità su scala globale.

Internet offre infatti, a chi voglia utilizzarla, la possibilità di interagire con la realtà globale in maniera granulare e discreta, consentendogli di aumentare la risoluzione della propria indagine fino al livello della singola persona e del contesto socio-culturale a cui appartiene.

L’infrastruttura quindi è neutra, e tutto verte sui contenuti che la popolano e che sono fruibili indifferentemente da qualunque nodo locale che si interfacci con essa.

Nel laboratorio del garage digitale coordinato da Slow/d verificheremo come queste considerazioni che possono sembrare teoriche ed aleatorie si traducono in una pratica concreta nel design di prodotto. Mentre negli altri laboratori del Garage Digitale esploriamo e sperimentiamo il modo in cui progetti globali ed aspecifici possono essere prodotti o prototipati localmente per risolvere o soddisfare bisogni comuni, con Slow/d sperimenteremo un approccio complementare che vada a cercare e valorizzare tradizioni, tecnologie ed estetiche specifiche della cultura cinese immettendole in un processo progettuale che le renda diffondibili e fruibili globalmente attraverso le officine della manifattura digitale delocalizzata.

E quando pensiamo ad interfacciarci con una cultura complessa e consolidata come quella cinese, non possiamo farlo filtrandola con l’immagine che se ne ha nel mondo occidentale. La grande sfida è infatti quella di una compiuta e matura progettazione multiculturale. Per questa ragione, il laboratorio sarò coordinato a livello creativo da Yi Xiao, designer presso la School of Architecture & Art della Beijing Jiaotong University.

Questo approccio ci permette anche di verificare nella pratica come questi processi difficilmente possano essere lasciati all’estemporaneità di un uso personale e non guidato nel momento in cui si vogliano ottenere risultati di qualità. Occorrono le competenze di facilitatori e mediatori specializzati che dominino in maniera trasversale le istanze poste dalle tecnologie di fabbricazione, dagli strumenti di collaborazione e teamwork ed anche dall’estetica. In questi anni abbiamo visto tanti, troppi oggetti brutti che evidentemente subiscono le tecnologie di fabbricazione digitale mostrando un’estetica bloccata che mostra sfacciatamente la tecnologia usata e ne fa la propria cifra formale.

Tornino in campo i designers, gente che sa come subordinare le tecnologie disponibili al risultato progettuale ed estetico complessivo. Per un progettista dell’immediato futuro, sarà sicuramente estremamente importante concepire e progettare le proprie idee in funzione di una diversa organizzazione della manifattura, meno dipendente dalle grandi produzioni industriali in serie e realizzabile invece in maniera semiartigianale, personalizzabile e distribuita.

Il laboratorio avrà una durata di 2 giorni nel corso dei quali insieme a Slow/d ed a Yi Xiao i partecipanti saranno coinvolti in una sessione di co-progettazione facilitata e multiculturale, finalizzata all’ideazione ed (eventualmente) alla prototipazione diretta materiale di un progetto/prodotto nell’Officina temporanea del garage Digitale, attrezzata con stampanti 3D, laser-cutter, fresa cnc, banco per l’elettronica ed altri strumenti. I progetti ritenuti più interessanti potranno entrare in una fase di sviluppo per un “progetto cinese” che Slow/d sta per lanciare ai designer della propria piattaforma (e non solo!).

Il laboratorio è aperto a designer professionisti ed a studenti previa iscrizione ed è completamente gratuito.

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