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Derrick De Kerckhove e Bruno Manfellotto si interrogano sul giornalismo ai tempi di Assange

“WikiLeaks? Solo l’inizio di ciò che verrà”

A cura di Paolo Ciampi

Pisa  – “WikiLeaks? E’ solo l’inizio di quello che avremo in futuro, rispetto al flusso dei dati e all’impossibilità di mantenere informazioni segrete”. Non ha dubbi Derrick De Kerckove, uno dei più grandi esperti mondiali degli scenari prodotti dalla cultura digitale.  Intervenendo a uno degli incontri più attesi della seconda giornata dell’Internet Festival in corso a Pisa fino a domenica 7 ottobre– “il caso WikiLeaks, ovvero il giornalismo d’inchiesta dalla carta stampata al web” – De Kerckove ha disegnato un futuro prossimo in cui la Rete consentirà di accedere a un’enorme mole di dati e gli stessi problemi legati alla tutela dei dati personali saranno superati da nuovi terreni di sfida: “Bisognerà rovesciare il problema della privacy. La questione sarà piuttosto imparare a gestire la persona elettronica che sarà la prosecuzione della persona reale”.

Sui cambiamenti del giornalismo all’epoca di Wikileaks – anche oltre la novità rappresentata dall’organizzazione di Julian Assange, con la sua attività di diffusione dei documenti coperti da segreto – ha parlato anche Bruno Manfellotto, direttore dell’Espresso. “Dobbiamo difendere soprattutto un principio: la Rete deve garantire quanta più trasparenza possibile – ha ricordato il direttore del settimanale, che sul suo sito pubblica i documenti di WikiLeaks – E quanto al giornalismo di inchiesta, sono convinto che avrà il suo futuro, perché non abbiamo bisogno solo di informazioni, ma di interlocutori autorevoli rispetto alle stesse informazioni. Magari la Rete corre troppo e obbliga a inseguirla, mentre il giornalismo di inchiesta ha bisogno dei suoi tempi. Il futuro ci richiederà allora il coraggio di uscire dall’attualità secca, dal flusso di notizie giorno per giorno”.